172. Una giornata al parco

Cari lettori, commenta questo post una lettera inviatami da uno dei miei followers, amante dei Levi’s 501.
In suo onore vi ripropongo alcuni dei miei outfits dove indosso questi intramontabili jeans.
Buona lettura.

Una giornata al parco

Già alle 8 del mattino la temperatura supera abbondantemente i trenta gradi.

Eppure Anastasia, medico trentatreenne, nonché mamma dei piccoli Gregorio e Bernardo,

ha promesso loro che, nonostante il caldo torrido tipico fiorentino, li avrebbe portati al parco a

divertirsi, a far fare loro un po’ di moto, e anche giochi con un pallone di gommapiuma.

I bambini sono già vestiti sportivi come se dovessero partecipare ad una gara di atletica, ed

aspettano solo che la mamma sia pronta per uscire tutti insieme.

Anastasia, sotto una doccia rinfrescante, pensa a cosa poter indossare per trascorrere una

mattinata alla grande con i suoi bambini. Certamente non può indossare abiti troppo scollati o

succinti per non attrarre sguardi indiscreti, se non molesti. Come non può nemmeno apparire sciatta

indossando capi alla rinfusa. Sa che in frangenti simili (caldo afoso, passeggiate e giochi al parco,

vita quotidiana) può scartare le sue mise eleganti da lavoro, e che il cotone è il tessuto numero uno.

Seguendo il consiglio modaiolo di un suo carissimo amico romano, opta per un outfit tipico degli

anni ’90 (periodo a lei molto caro, perché ci ha vissuto la sua adolescenza), ma comodo, fresco e

pratico. Sopra indossa una comoda canotta grigia a tinta unita con spalla larga e scollo tondo della

Benetton. Questa scelta deriva dal fatto che il grigio è un colore intermedio tra il bianco e il nero.

Il bianco evidenzierebbe e lascerebbe trasparire tutta la sua schiena, la sua pancia e il suo reggiseno

fino a involgarirla; mentre il nero nasconderebbe tutto, ma sostanzialmente non risalterebbe niente.

Visto che Anastasia sopporta bene il caldo, non ha bisogno di shorts. Opta per i suoi amati jeans

Levi’s 501, colore Light Broken-In (blu chiaro), un must sempre degli anni ’90, taglia 27 americana

(40 e ½ italiana), con risvolto all’altezza della caviglia. A lei donano questi jeans, vuoi per la qualità

stessa di questi, vuoi perché con il suo fisico femminile nella media (né troppo mascolina, né troppo

curvilinea), scegliendo una mezza taglia in più, se li sente comodi in vita senza che le tirino davanti

o le sbecchino dietro, e conferiscono una leggera rotondità al suo didietro; poi la scelta del colore è,

come quella della canotta, una via di mezzo tra il chiaro e lo scuro. Infine, per la scelta delle scarpe,

scarta calzini e running shoes che ha portato quasi tutto l’anno, e sceglie un paio di sandali Marni

di colore marrone con un tacco di 5 centimetri, quasi in sintonia con lo smalto nero sulle unghie dei

suoi graziosi piedi, che aderiscono perfettamente sia al collo che alla pianta del piede.

Dall’outfit sembra quasi di rivedere Kristina Semenovskaia, già modella russa, protagonista

quasi 18 anni fa di uno spot Levi’s dove ritornava in un pianeta remoto, suscitando lo stupore dei

suoi abitanti indossando un abbigliamento terrestre e mozzafiato sotto le note di «Spaceman» di

Babylon Zoo, canzone space rock del 1995.

Con grande gioia dei bambini nel vedere la sua mamma pronta per passare una splendida

mattinata con loro al parco, si offrono di portare anche dei tappetini di spugna e dei pesi leggeri.

Ebbene sì! Anastasia, dati i suoi enormi impegni col lavoro di medico a San Giovanni Valdarno, e il

poco tempo rimasto a dedicarsi alla famiglia e agli amici, ci tiene nel tempo libero a tenere in forma

lei e i suoi bambini. Dopo aver preso i suoi occhiali da sole e una crema solare, accompagna i suoi

bambini in macchina, carica l’occorrente nel bagagliaio, e si avvia verso il parco.

La mattinata può essere solo divertente e gioiosa. All’inizio mamma Anastasia fa fare ai suoi

bambini piccoli esercizi di riscaldamento e di stretching sui tappetini portati da casa (lei, non

avendo le running shoes come i suoi bambini, fa gli esercizi scalza), e li aiuta paziente e sorridente

a riscaldarsi e a potenziarsi efficacemente. Lei è consapevole che i suoi figli sono nell’età giusta per

fare attività fisica o, perché no, anche ad iniziare uno sport agonistico. E dopo gli esercizi, arrivano

i giochi con la palla di gommapiuma. Tra passaggi calcistici con i piedi, servizi e palleggi

pallavolistici, tiri a canestro, lanci di pallamano e di rugby, il tempo scorre, e finisce che Anastasia

e i suoi bambini cadono sul prato sfiniti, ma soddisfatti per essersi divertiti tantissimo, e si

abbracciano fortemente. Prima di tornare a casa, lei e i suoi bambini si concedono un po’ di sole

nella parte meno ombreggiata del parco (anche se loro sono già stati al mare precedentemente), e

incontrano delle persone che si complimentano con Anastasia per essere un’ottima educatrice, oltre

che un serio medico e una bravissima persona.

Con tutti questi meriti, questa professionalità, e questi complimenti, tutti vorrebbero parafrasare lo

slogan di una pubblicità della Vitasnella sempre degli anni ’90 (precisamente di giugno 1994) cari

alla nostra Anastasia: «Anastasia, non so cosa farei senza di te! Ti voglio molto bene!».

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